Il metodo

Il metodo PNEV è un approccio multidisciplinare rivolto alle problematiche visuo-percettive-motorie e comportamentali dell’individuo, nel quale, le diverse opportunità educative e pedagogiche si integrano in maniera organicistica, per fornire un “nuovo equilibrio” all’organismo.

pnev modello apprendimento

Kurt Goldstein nel 1934, padre dell’olismo, scrisse un saggio intitolato “The Organism” affermando che “uno dei temi principali è il valore della patologia – la sua importanza unica per far luce sulla natura della salute e delle universali reazioni organismiche ai disturbi interiori di ogni tipo – cioè, la patologia intesa come un insieme di variazioni regolate da leggi dei processi d vita normali” e ancora “star bene significa essere capaci di mettere in atto un comportamento ordinato”. In contrasto con la neurologia classica riduzionista, Goldstein vede i sintomi non come espressioni isolate di un danno localizzato nel sistema nervoso, ma come “tentate soluzioni” cui l’organismo ha fatto ricorso, pervenendo a un’alterazione dell’individuo conseguente alla malattia. I “sintomi” per Goldstein rimandano a interi livelli di organizzazione ed indicano l’adattamento a un’alterata condizione interna all’organismo e al mondo esterno.

“E’ impossibile considerare qualsiasi disturbo senza far riferimento al “sé” del paziente e alle forme di adattamento e orientamento all’interno di esso”.

La malattia, per Goldstein, implica una “contrazione” del sé e del mondo, fino al punto in cui si riesce a raggiungere un equilibrio radicalmente nuovo.

Si deve condurre l’individuo “gentilmente” verso un periodo di caos, fino al momento in cui egli potrà ristabilire una nuova organizzazione e ricostruire da capo il suo mondo.

Ogni comportamento è potenzialmente comunicativo (Bateson 1979) e la “relazione cura” per cui in un “approccio integrato” come “PNEV” l’aspetto psicologico, con le sue dinamiche emergenti nel rapporto terapeutico (individuale o in gruppo), è una componente indispensabile per ristabilire i sintomi e i “comportamenti inadeguati” attraverso dinamiche di gruppo e/o individuali che spesso non si presentano in un lavoro individuale.

Le tecniche

Attraverso due tecniche che hanno una forte componente cognitivo comportamentale MAPS (Modular Audio Phonology System) e l’educazione visiva VTI (Visual Training Integration) agiamo sui sintomi che sono inadeguati, andando a risolvere le cause che determinano quel comportamento.

MAPS (Modular Audio Phonology System) è un nuovo metodo per integrare le informazioni sensoriali, attraverso il canale uditivo.

L’ascolto rientra nel campo della percezione intesa come il risultato di una “rielaborazione intenzionale del dato sensoriale attraverso l’attenzione selettiva”.

“L’orecchio non è l’organo dell’udito; esso è diventato per necessità umana un apparato uditivo, ma la sua attività iniziale fu sicuramente tutt’altra”. Erroneamente si sostiene che l’apparato uditivo abbia come funzione l’individuazione del linguaggio, del suono o del rumore, ma inizialmente non individua nulla. Esso subisce. Riceve il suono. “Il suono è la manifestazione primaria, esistente persino nel silenzio della percezione umana” (A. Tomatis, 2001). Attraverso l’orecchio, riusciamo a stimolare la corteccia in modo da far comprendere l’ascolto a tutto l’organismo e preparare così il terreno per l’esperienza sensoriale visiva.

L’ascolto con MAPS diventa cosciente e consapevole, e tutto l’organismo si mette in “attesa”.

Alla base di MAPS c’è un fenomeno neurofisiologico definito “mismatch negativity (MMN) ”, scoperto negli ultimi anni e che, se utilizzato in maniera adeguata, è in grado di aumentare il livello di apprendimento dell’organismo in condizioni di difficoltà, e migliorare la normale performance dell’individuo ottimizzando le risorse disponibili.


ascolto basic - demo

L’educazione visiva (VTI Visual Training Integration), riesce a generare i cambiamenti cognitivi e comportamentali utili a tutto l’organismo.
La visione è il risultato di un apprendimento ed è un processo dinamico e quindi un “movimento”.

Lo stress è indispensabile per l’attivazione di qualsiasi movimento. L’apprendimento è una forma di adattamento e, oltre a richiedere una certa flessibilità da parte dell’organismo, costituisce la direzione del movimento, di conseguenza non può prescindere dallo stesso. Più precisamente lo stress è importante per l’essere vivente perché contribuisce al suo sviluppo senza che l’organismo debba fornire una contropartita.

Lo stress positivo, prodotto dall’attività dell’educazione visiva (VTI), ha carattere transitorio e non provoca effetti indesiderati nell’essere umano, che è predisposto naturalmente a sopportare “sollecitazioni” temporanee.

L’80% delle informazioni provenienti dal mondo esterno sono recepite attraverso il sistema visivo, ne consegue che esso riveste un ruolo di fondamentale importanza nei processi di apprendimento e nella vita quotidiana dell’individuo.

Un sistema visivo inefficiente interferisce non solo con la ricezione e l’elaborazione dell’informazione visiva, ma anche con tutte le informazioni provenienti dal mondo esterno.

L’educazione visiva è una tecnica indirizzata a riequilibrare il sistema visivo, permettendo così l’integrazione di tutte le informazioni ottenute tramite i processi di apprendimento attuati con il progetto PNEV.

Con il metodo PNEV l’organismo ha tutti gli strumenti per riuscire a vivere “hic et nunc”, principio fondamentale del benessere psicofisico.

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